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Presentazione

Il piccolo e quieto centro di BORONÈDDU (ab. 176, alt. 216) sorge fra i colli digradanti verso il lago Omodeo, immerso in una cornice naturalistica di boschi di querce e aromatiche campagne all'interno dell'altopiano basaltico di Ghilarza. La fertilità del suo territorio ha attratto l'uomo fin dall'antichità e persino il suo nome potrebbe essere nato in conseguenza dell'abbondanza dei corsi d'acqua, dal momento che la radice prelatina o semitica “bor” (attestata in tutta la Sardegna) ha il significato di “sorgente”. Vista del paese di Boroneddu Vista del paese di Boroneddu

Altri studiosi fanno derivare il nome del paese da “Barene” a da “Orene”, dove la radice “bar” signicherebbe “nuraghe”. Infatti sono tanti i monumenti dell'età del Bronzo che circondano l'attuale abitato, fra cui il più importante è il complesso di Su Montigu, su un'altura a sud-ovest, e poi ancora i resti dei nuraghi Cortinas, Fiscas, Ispinosu, Malosa, Ostele e Trubeli. Nel Medioevo Boroneddu apparteneva alla curatoria del Guilcer nel giudicato di Arborea; successivamente fu integrato fra i possedimenti del marchese di Sedilo e Canales e poi fra quelli dei Torresani e dei Delitala fino al XIX secolo. Oggi Boroneddu è un comune autonomo che vive ancora principalmente di pastorizia e agricoltura, ma dove comincia a farsi spazio un sistema di accoglienza rivolto al turismo culturale ed ecologico, con un'offerta basata sulla possibilità di trascorrere una sana e tranquilla villeggiatura in una località davvero rilassante e sulla schietta ospitalità dei residenti e la loro capacità di tramandare intatte le antiche tradizioni culturali e gastronomiche. Vista del paese di Boroneddu Vista del paese di Boroneddu

Sono diversi i monumenti che invitano alla visita di Boroneddu. Il centro storico conserva alcune caratteristiche abitazioni che presentano elementi architettonici di stile aragonese recanti motivi zoomorfi e vegetali. È degna d'attenzione la parrocchiale di San Lorenzo, edificata nel 1886 con blocchi di basalto scuro. Da non perdere una visita al Museo della Fiaba Sarda, che propone in maniera suggestiva il mondo misterioso della mitologia agropastorale dell'isola. A sud del paese si trova l'importante santuario di San Salvatore, sorto sui ruderi del centro giudicale di “Orene” e circondato dalle case dei novenanti (muristenes).

Durante i momenti di vita comunitaria a Boroneddu le antiche tradizioni religiose e culturali si sposano con la maestria gastronomica dei suoi abitanti nel preparare piatti legati soprattutto alla cultura contadina, con l'uso di aromi, erbe e piante mediterranee. Il primo appuntamento dell'anno da non perdere è la festa dedicata a Sant'Antonio Abate (16-17 gennaio), durante la quale si accende un grande falò e si offre sa Panischedda, un tipico e saporito dolce a base di sapa (pasta di fichi d'India, mandorle e noci). Per gli amanti delle raffinate prelibatezze offerte dalla campagna, nel mese di marzo si svolge la Sagra degli Asparagi e dei Finocchi selvatici. Nel mese di agosto si festeggia San Lorenzo Martire, la più importante occasione di festa per la comunità di Boroneddu. A settembre, la Festa di San Salvatore presso l'omonimo santuario rappresenta un vivace connubio tra fede religiosa e tradizioni culturali e gastronomiche. Nel mese di ottobre, la Sagra del fico d'India è colorita e briosa occasione per assaporare le pietanze sapientemente elaborate con il frutto molto diffuso nelle campagne del paese.