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CULTURA E TURISMO

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Le Chiese

Dell'antica parrocchiale, dedicata a San Lorenzo Martire, citata e situata dal Canalis al confine dell'abitato, con cimitero attiguo ancora in uso, non restano elementi architettonici, nè tanto meno citazioni d'archivio per poterla descrivere. Secondo gli studiosi esistevano, inoltre, due chiesette filiali. La prima, intitolata a Santa Cecilia, si trovava al centro del paese. Essa è andata completamente distrutta. Due documenti, custoditi nell'Archivio comunale, parlano di un sussidio per restauri di 500 lire da parte del Regio Economato di Torino del 1888 e uno di 480 lire risalente al 1889. Secondo testimonianze orali la chiesa era ubicata in prossimità della località Su Nurake, alla periferia orientale del paese. Il toponimo S'Ortu 'e Cresia, denominante l'area dove si pensa sorgesse la chiesa, potrebbe confermare tale ipotesi. Da ricerche sul campo risulta che la chiesa sia stata smantellata intorno al 1894-95.

La seconda chiesa, campestre, quella di San Salvatore attualmente fa parte di un complesso religioso temporaneo (novenario) i cui muristenes sono ad essa addossati costituendo un unico volume. L'incendio della metà del XIX secolo ne distrusse il tetto, l'antica statua e diverse soppellettili. Le varie ricostruzioni e rimaneggiamenti ne hanno modificato la struttura originaria. La configurazione attuale è, infatti, frutto di aggiunte e rifacimenti. La chiesa è ad unica navata, spartita da tre archi diaframma ribassati in trachite poggiati su pilastri. Sulla facciata, alla destra del portale d'ingresso, sono visibili due incavi che anticamente contenevano le ciotole policrome maiolicate di cui non resta traccia. All'interno si trova custodito un concio di basalto tronco conico, forse in origine appartenente alla struttura interna del monumento, su cui si trova scolpita in bassorilievo una croce bizantina.

Le Chiese

Muristenes novenario San Salvatore

L'attuale parrocchiale è intitolata, come quella più antica, a San Lorenzo Martire, patrono del paese. Gli unici documenti archivistici che si son potuti consultare sulla sua fondazione sono quelli custoditi presso l'archivio comunale. Una indicazione potrebbe essere la data 1830 che, secondo fonti orali, stava impressa in una pittura murale, andata oggi distrutta, all'interno della chiesa. Altre due datazioni si hanno nelle due campane che giacciono all'interno del monumento. La facciata, tripartitica da due lesene, è chiusa in alto da una curva semicircolare. La parte centrale, con portale e lunetta ad arco a tutto sesto, è chiusa da una curva ad arco ribassato sopra la quale si trova una croce in pietra trachitica. Sulla destra un campaniletto a vela a due luci con due campane di recente costruzione. Le vecchie campane, datate una 1868, di dimensione più piccola, sulla quale si ha l'incisione Boroneddu, l'altra 1872, con la scritta Sanctus Larentius, si trovano custodite all'interno della chiesa. Il materiale di base utilizzato per la costruzione è il basalto non intonacato, messo in opera con la tecnica della ischerdadura. La chiesa è stata continuamente rimaneggiata subendo varie trasformazioni.

Le Chiese

Parrocchia di San Lorenzo Martire

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